Tempi nei quali è proibito pregare

Tutte le lodi appartengono ad Allāh e possano essere la pace e le benedizioni di Allāh sul Profeta Muḥammad, sui suoi familiari, i suoi nobili Compagni e tutti coloro che lo seguono fino al Giorno della Resurrezione.

Ci sono cinque momenti nei quali è proibito pregare; in tre di questi il divieto è più rigido e non assoluto negli altri due. I cinque momenti sono i seguenti:

  1. Da dopo la preghiera del Fajr a quando il sole è sorto.

  2. Dal sorgere del sole a quando il sole ha raggiunto l’altezza di un’asta (circa un metro) sopra l’orizzonte.

  3. Da quando il sole è a mezzogiorno, fino a quando non passa il meridiano.

  4. Da dopo la preghiera del ‘Aṣr a quando il sole ha raggiunto l’altezza di un’asta sopra l’orizzonte.

  5. Dal momento in cui il sole si trova alla distanza di un’asta dal tramontare, fino a che sia completamente tramontato.

I tempi in cui è più severamente proibito pregare sono quelli brevi (cioè il secondo, terzo e quinto caso sopracitato).È inoltre vietato seppellire i morti in questi momenti, come riportato in Saḥīḥ Muslim nel ḥadīth di ‘Uqbah Ibn ‘Āmir -che Allāh abbia misericordia di lui- dove il Profeta -pace e benedizioni su di lui- dice che non è possibile seppellire i morti durante questi tre momenti.

Se le persone decedute vengono portate al cimitero e il sole è appena sorto, non sarà possibile effettuare la sepoltura fino a quando il sole non abbia raggiunto l’altezza di un’asta. Dopodiché, si potrà precedere alla sepoltura del defunto, ed allo stesso modo per quanto riguarda le altre volte.

Eccezione al divieto per le preghiere obbligatorie

Generalmente, la preghiera è vietata durante questi periodi; tuttavia, ci sono delle eccezioni.

La prima eccezione si riferisce alle preghiere mancate. Per esempio, se una persona ha mancato di eseguire una delle preghiere obbligatorie, sarà possibile pregare nel periodo proibito, anche se questo rientra nella categoria dei tempi gravi. Ciò è in accordo con l’ḥadīth del Profeta -pace e benedizioni su di lui:

“Chiunque dimentica una preghiera o dorme e la manca, lascialo pregare quando se ne sarà ricordato, poiché non c’è espiazione per essa se non in questo modo”. [Riportato da Al-Bukhārī (ḥadīth n. 572) e Muslim (ḥadīth n. 1564)]

La dichiarazione del Profeta -pace e benedizioni su di lui- “lascialo pregare quando se ne sarà ricordato” è generale e non ha eccezioni. Dato che si tratta di una mancanza obbligatoria, la preghiera in questo caso non dovrebbe essere ritardata dopo che la persona se ne sia ricordata o si sia svegliata.

Eccezione al divieto della preghiera con un motivo

Il secondo caso in cui una preghiera viene esclusa dalla regola delle proibizioni, secondo l’opinione preponderante, è quando vi sia un motivo; queste preghiere possono essere pregate nei momenti vietati. Questa è una narrazione dell’Imām Aḥmad -che Allāh abbia misericordia di lui- e scelta dallo Shaykh Ibn Taymiyyah -che Allāh abbia misericordia di lui.

Un esempio è ripetere la preghiera congregazionale (jām’ah); se una persona prega il Fajr in congregazione e poi va in un’altra moschea e trova la gente che sta pregando, in questo caso, sarà possibile per lui unirsi e pregare assieme a loro, senza commettere alcun peccato.

La prova di questo è che il Profeta -pace e benedizioni su di lui- quando era a Mina, pregò la preghiera del Fajr e dopo aver finito vide due uomini che non avevano pregato con lui e si informò sul perché. Essi risposero che avevano eseguito la preghiera nelle loro abitazioni. Il Profeta -pace e benedizioni su di lui- disse:

“Se avete fatto questo e siete venuti in una moschea dove si sta pregando una preghiera in congregazione, unitevi a loro, e sarà nāfil (supererogatorio) per voi”.

Un altro esempio è quando una persona compie awāf (circumambulazione), è Sunnah pregare due rakaʿāt dietro la stazione di Ibrāhīm (Abramo) -pace su di lui. In quanto tale, se si compie awāf dopo Fajr, sarà possibile compiere queste due rakaʿāt. La prova sta nel detto del Profeta ai Banī ‘Abd Manāf:

“O Banī ‘Abd Manāf, non ostacolate nessuno che compia awāf attorno a questa casa o che desideri pregare (nella moschea) in qualsiasi ora del giorno e della notte”.

Alcuni sapienti considerano questo ḥadīth una prova della permissibilità di compiere due rakaʿāt subito dopo awāf, anche se è durante uno dei tempi proibiti per la preghiera.

Inoltre, questa eccezione è valida nel giorno di Jumuʿah, se l’imām sta facendo la khuṭbah (sermone), la persona potrà offrire la Taḥiyyāt al-Masjid (due rakaʿāt quando si entra in moschea) anche nel momento in cui il sole sarà nel meridiano.

Questo è perché una volta, mentre il Profeta stava facendo la khuṭbah, un uomo entrò in moschea e si sedette. Il Profeta gli chiese se avesse pregato, l’uomo rispose negativamente. Il Profeta -pace e benedizioni su di lui- disse:

“Alzati e offri due rakaʿāt e rendile leggere”.

La quarta istanza del secondo tipo di eccezione è l’ingresso alla moschea. Ad esempio, se una persona entra in moschea dopo Fajr o dopo ‘Aṣr, non si dovrebbe sedere fino a quando non abbia offerto due rakaʿāt, ciò perché questa preghiera ha un motivo, vale a dire l’ingresso alla moschea.

Il quinto punto riguarda le eclissi di sole, anche in questo caso sarà possibile pregare la preghiera associata.

Il sesto tipo di preghiera che è permesso effettuare durante il tempo proibito, sono le due rakaʿāt dopo il wuḍū’ (abluzione). Anche in questo caso c’è un motivo valido, vale a dire il wuḍū’.

Il settimo punto si riferisce alla possibilità di pregare ṣalāt al-istikhārah durante i tempi proibiti. Ṣalāt al-istikhārah è quando una persona offre due rakaʿāt e chiede ad Allāh di guidarlo nelle incertezze.

Supponiamo che sorgano delle situazioni in cui abbiamo bisogno di pregare ṣalāt al-istikhārah, e questo succeda durante uno dei tempi proibiti per la preghiera, in questo caso sarà possibile per la persona in questione pregare queste due rakaʿāt perché c’è un motivo associato.

CONCLUSIONE

L’ḥadīth che ci dice che non c’è preghiera dopo Fajr o ‘Aṣr è generale, particolarizzato nei casi in cui la persona offra una preghiera che abbia un motivo allora in questi casi non ci sarà nessun divieto.

Questo è una narrazione dell’Imām Aḥmad e scelta dallo Shaykh Ibn Taymiyyah, nonché il mahhab (scuola di pensiero) dell’Imām Shāfi’ī -che Allāh abbia misericordia di lui- e l’opinione più corretta.

E Allāh, l’Altissimo sa meglio.

Ogni Lode appartiene ad Allāh e possano la pace e le benedizioni di Allāh essere sul nostro Profeta Muḥammad, la sua famiglia, i suoi nobili Compagni e tutti coloro che lo seguiranno fino al Giorno della Resurrezione.


© Edizioni Lo Scaffale Islamico

Traduzione italiana a cura di Cinzia Amatullah Albi, revisione a cura di Abu Khadija al-Jazeeri e Um Abder-Rahman, controllo linguistico a cura di Umm Yaḥya ‘Aisha e controllo ortografico a cura di Federica.
Titolo originale: “The Shahaadah – Testimony of Faith
Autore: Saleh As-Saleh
Fonte: www.understand-islam.net