La Saggezza e i Benefici del Digiuno

L’obiettivo del digiuno è quello di trattenere l’anima dal seguire i (suoi) desideri e allontanarla dalle cose che ama. Il fine è controllare la forza della propria anima, in modo che l’anima sia preparata ad ottenere, grazie al digiuno, il successo e la gioia. Attraverso il digiuno, il fedele tiene a freno la fame e la sete, e ricorda gli stomaci affamati dei bisognosi.

Restringendo i passaggi del cibo e del bere attraverso il digiuno, si restringono i passaggi che il demonio ha nel servo (di Allāh). Nello stesso tempo esso previene che le membra diventino troppo abituate a cose che gli sono dannose in questo mondo e nell’aldilà. Ciascuno degli arti e delle energie del corpo cessa la propria ribellione (ad Allāh) e può essere imbrigliato con le sue stesse briglie.

Dunque il digiuno rappresenta il freno di coloro che temono e obbediscono Allāh e lo scudo di coloro che dichiarano guerra (ai desideri). Ed è un giardino per i servi di Allāh giusti e devoti. E per il Signore dei Mondi, esso è al di sopra di ogni altra azione (fatta per compiacere Allāh). Ciò in quanto la persona che digiuna, di fatto non fa nulla. Abbandona soltanto i propri desideri e il cibo per amore dell’Uno Che egli venera.

Pertanto digiunare significa abbandonare quelle cose che l’anima ama e desidera, preferendo, invece, l’amore e la compiacenza di Allāh. Ed è un segreto tra il servo e il suo Signore, nessun altro ne è consapevole.

Digiunare ha un effetto stupefacente nel preservare le membra esteriori e le capacità interiori così come nel proteggere l’anima dall’essere travolta dai suoi componenti distruttivi, che possono rovinarla e condurla alla distruzione. Ed ha un effetto notevole nel far sì che tutte le cose dannose, che prevengono l’anima dal rimanere incorrotta, vengano rimosse. Dunque il digiuno protegge il benessere del cuore e degli arti del corpo del digiunante. E riporta all’anima tutto quello che le mani dei desideri hanno preso. Dunque rappresenta uno dei modi migliori per perfezionare la propria Taqwā, come Allāh dice:

O voi che credete, vi è prescritto il digiuno come era stato prescritto a coloro che vi hanno preceduto. Forse diverrete timorati. (Corano, Sura Al-Baqarah, La Giovenca, 2:183)

Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse:

“Il digiuno è uno scudo”.

E ordinò a coloro i quali avessero intenso desiderio di sposarsi, ma non potevano farlo, di osservare il digiuno, facendone uno scudo contro quel desiderio (di prendere moglie).

Quando i benefici del digiuno saranno testimoniati da menti razionali e lumi retti, si realizzerà che Allāh lo ha prescritto come misericordia per il genere umano, come un atto di gentilezza per i fedeli, protezione e scudo. A tale riguardo la guida del Profeta (pace e benedizioni su di lui) è stata la più perfetta delle guide, la migliore per raggiungere l’obiettivo desiderato e la più facile per l’anima.

Poiché frenare l’anima da ciò che ama e desidera è una delle cose più difficili e ardue, la prescrizione del digiuno fu rimandata a tempi successivi dell’Islām, dopo la Hijrah, al momento in cui il Tawḥīd e la preghiera furono naturalizzati negli animi dei musulmani e quando essi amarono gli ordini di Allāh.

Dunque le loro anime furono guidate alla sua prescrizione in modo graduale. Divenne obbligatorio nel secondo anno dell’Hijrah.

Quando il Messaggero di Allāh (pace e benedizioni su di lui) morì, egli aveva digiunato nove Ramaḍān complessivi. In origine fu lasciata aperta la scelta tra il digiuno o lo sfamare i poveri ogni giorno. Successivamente quell’opzione fu tramutata nell’obbligo finale del digiuno. E lo sfamare i poveri fu lasciato soltanto per le persone anziane che non potevano digiunare.

Il digiuno ebbe tre fasi. Nella prima fase esso fu ingiunto, ma con l’opzione di scegliere tra il digiunare o lo sfamare persone bisognose. In una seconda fase, fu permesso soltanto il digiuno, se il digiunante dormiva prima di rompere il suo digiuno, gli era proibito di mangiare e bere fino alla notte successiva. Ciò fu abrogato nella terza fase. E questa è la tappa in cui la Religione si è stabilita e rimarrà fino al Giorno del Giudizio.


© Edizioni Lo Scaffale Islamico

Traduzione italiana a cura di Cinzia Amatullah Albi, revisione a cura di Abu Khadija al-Jazeeri e Um ‘Abder-Rahman, controllo linguistico e ortografico a cura di Eleonora e Federica.
Titolo originale: “The Wisdom and Benefits behind Fasting
Autore: Ibn Al-Qayyīm
Fonte: www.al-manhaj.com