L’Importanza del Tawḥīd

1. In verità, Allāh ha creato il mondo e tutto ciò che contiene per far sì che si adori solo Lui. Egli ha inviato il Messaggero (ṣallAllāhu ‘alayhi wa sallam) per chiamare la gente al Tawḥīd (Unità ed Unicità di Allāh).

Il Nobile Corano si occupa della ‘aqīdah del Tawḥīd nella maggior parte dei suoi capitoli, e spiega gli effetti negativi dello shirk sulla società e l’individuo. Lo shirk è il motivo del fallimento in questa vita e il motivo dell’eterna distruzione nel Fuoco dell’Aldilà.

2. In verità, tutti i Messaggeri hanno iniziato la loro chiamata col Tawḥīd, che Allāh aveva loro comandato di comunicare alla gente. Egli, l’Altissimo, ha detto:

Non inviammo prima di te nessun Messaggero senza rivelargli: “Non c’è altro dio che Me. AdorateMi!”. [Corano, 21:25]

Il Messaggero di Allāh (ṣallAllāhu ‘alayhi wa sallam) restò alla Mecca per tredici anni mentre chiamava la sua gente al Tawḥīd di Allāh e chiamava a Lui solo, senza associarGli alcunché.

Fu in considerazione di ciò che Allāh rivelò il seguente verso al Suo Nobile Messaggero (ṣallAllāhu ‘alayhi wa sallam):

Di’: “Non invoco altri che il mio Signore e non Gli associo alcunché”. [Corano, 72:20]

Il Nobile Messaggero (ṣallAllāhu ‘alayhi wa sallam) introdusse i suoi seguaci al Tawḥīd sin dall’infanzia, infatti disse al figlio di suo zio, suo cugino ‘Abdullāh Ibn ‘Abbās:

“Quando chiedi, chiedi ad Allāh, e quando cerchi aiuto, cerca aiuto da Allāh”. [Ḥasan Ṣaḥīḥ, At-Tirmidhī]

Questo Tawḥīd è in realtà la religione dell’Islām, la quale è costruita su di esso, e tranne essa, nessun’altra è accettata da Allāh.

3. In verità, il Messaggero (ṣallAllāhu ‘alayhi wa sallam) insegnò ai suoi Compagni a chiamare la gente all’Islām iniziando col Tawḥīd, così disse a Mu‘ādh Ibn Jabal, quando lo inviò in Yemen:

“Dunque fa’ sì che la prima cosa a cui li chiami sia la dichiarazione che niente ha il diritto di essere adorato tranne Allāh”. E in un’altra narrazione: “…che adorino solo Allāh”. [Al-Bukhārī e Muslim]

4. Il Tawḥīd è racchiuso nella dichiarazione che “Niente ha il diritto di essere adorato tranne Allāh, e Muḥammad è il Messaggero di Allāh”. Significa che non vi è alcun altro degno di meritare adorazione tranne Allāh, e non vi è adorazione tranne quella con cui è venuto il Messaggero di Allāh (ṣallAllāhu ‘alayhi wa sallam).

È questa dichiarazione che permette a un non credente di entrare nell’Islām, in quanto essa è la chiave per il Paradiso, e colui che ne dà testimonianza e ci crede, entrerà in Paradiso, a meno che non la renda invalida attraverso lo shirk o una parola di miscredenza.

5. I Coreisciti miscredenti offrirono al Messaggero di Allāh (ṣallAllāhu ‘alayhi wa sallam) potere sovrano, ricchezze, mogli ed altri piaceri di questa vita purché lui abbandonasse la chiamata al Tawḥīd, e abbandonasse di combattere gli idoli.

Eppure egli (ṣallAllāhu ‘alayhi wa sallam) non desiderava da loro quelle cose, piuttosto continuò la sua chiamata e resistette agli attacchi insieme ai suoi Compagni, finché la chiamata al Tawḥīd ne uscì vittoriosa dopo tredici anni, dopo i quali Mecca fu conquistata e gli idoli distrutti.

Il Messaggero di Allāh (ṣallAllāhu ‘alayhi wa sallam) recitò:

È giunta la verità, la falsità è svanita. Invero la falsità è destinata a svanire. [Corano, 17:81]

6. Il Tawḥīd è il punto focale nella vita di un Musulmano: egli comincia la sua vita col Tawḥīd e termina la sua vita col Tawḥīd. Il suo compito nella vita è affermare il Tawḥīd e chiamare al Tawḥīd, giacché esso unifica i credenti e li raduna nella dichiarazione del Tawḥīd.

Per cui noi chiediamo ad Allāh di far sì che l’attestazione del Tawḥīd (lā ilāha illāllāh) sia la nostra ultima frase in questo mondo e Gli chiediamo di radunare i Musulmani nella dichiarazione del Tawḥīd.


© Edizioni Lo Scaffale Islamico

Traduzione italiana a cura di Francesca Guerra, revisione a cura di Abu Khadija al-Jazeeri e Um ‘Abder-Rahman, controllo linguistico a cura di Cinzia Amatullah e controllo ortografico a cura di Eleonora e Federica.
Titolo originale: “On the Importance of Tawhid
Autore: Shaykh Muḥammad Bin Jameel Zainoo
Fonte: www.spubs.com