Il Digiuno: Prescrizioni, Saggezze e Pregi

Tutte le lodi appartengono ad Allāh. Lo lodiamo e cerchiamo il Suo aiuto e il Suo perdono. Cerchiamo rifugio in Allāh, l’Altissimo, dal male delle nostre anime e dal male delle nostre azioni. Chiunque Allāh guidi non può essere fuorviato, e chiunque Egli svii non può essere guidato.

Testimonio che non esiste vero dio degno di essere adorato tranne Allāh, Unico e senza alcun compagno o associato. Ed inoltre testimonio che Muḥammad è il Suo servo e Messaggero (ṣallAllāhu ‘alayhi wa sallam)[1]. Possano la pace e le benedizioni di Allāh essere concessi anche ai familiari puri del Profeta (ṣallAllāhu ‘alayhi wa sallam) e a tutti i suoi nobili Compagni.

O voi che credete, temete Allāh come deve essere temuto e non morite se non musulmani.
[Corano, 3:102]

Uomini, temete il vostro Signore (Rabb)[2] [Allāh] che vi ha creati da un solo essere [Adam], e da esso [Adam] ha creato la sposa sua [Ḥawwāh’], e da loro ha tratto molti uomini e donne. E temete Allāh, in nome del Quale rivolgete l’un l’altro le vostre richieste e rispettate i legami di sangue. Invero Allāh veglia su di voi.
[Corano, 4:1]

O credenti, temete Allāh e parlate onestamente, sì che corregga il vostro comportamento e perdoni i vostri peccati. Chi obbedisce ad Allāh e al Suo Inviato otterrà il più grande successo.
[Corano, 33:70-71]

Il discorso più veritiero è quello del Libro di Allāh [il Corano] e la miglior guida è quella di Muḥammad (ṣallAllāhu ‘alayhi wa sallam). I peggiori mali sono i muḥadathāt (innovazioni [nel dīn])[3], e ogni innovazione è una bid‘ah, ogni bid‘ah è alālah (corruzione, perversione), e ogni ḍalālah è nel Fuoco dell’Inferno.

CAPITOLO UNO
Il Sacro Mese di Ramaḍān[4]

L’Islām è il dīn che nutre le facoltà ed ogni atto di culto nell’Islām ha una saggezza (e/o saggezze), alcune delle quali possono essere apparenti ed essere chiaramente dedotte dai testi e/o dall’intelletto.

Inoltre, alcune di queste saggezze potrebbero non essere chiare per alcuni, ma potrebbero risultare chiare ad altri, per esempio i sapienti (studiosi dell’Islām), ed è questo il motivo per cui ci è stato ordinato di domandare ai sapienti nel caso in cui non sapessimo.

Le saggezze collettive nel culto sono dirette alla purificazione dell’anima dai suoi difetti. Ogni atto di culto nell’Islām, compiuto in modo legale, ha un’influenza su se stessi, il grado di differenza però è in conformità con il grado di fedeltà del devoto all’Islām. E quando il culto non influenza l’anima dell’uomo e le sue azioni, allora questo tipo di culto è come un corpo senza anima.

Certamente il digiuno è uno degli atti di culto nell’Islām e il mese di Ramaḍān è il signore dei mesi. È come una scuola per i credenti, nutre il cuore così come la lingua e le membra.

Digiunare in questo mese secondo le modalità previste, dà molti frutti. Questi includono:

  1. la fermezza sulla verità
  2. l’aumento della fede
  3. la forza nella certezza
  4. il consolidamento delle buone maniere
  5. la manifestazione delle azioni del cuore come il timore, la speranza, l’amore e il desiderio intenso.

Le benedizioni di questo mese sono molteplici e si riflettono sulla fede del Musulmano e sulle sue buone maniere, e sono un mezzo di protezione dalla deviazione.

In questo mese, il Musulmano cerca di realizzare i diritti di Allāh su di lui così come i diritti dell’uomo, al fine di perfezionare la sua vera sottomissione al suo Creatore, Allāh.

Il significato del digiuno

Linguisticamente digiuno, al- imsāk, significa astensione. Allāh l’Altissimo, dice:

Mangia, bevi e rinfrancati. Se poi incontrerai qualcuno, di’: “Ho fatto un voto al Compassionevole e oggi non parlerò a nessuno”. [Corano, 19:26]

Il significato del digiuno in questo versetto è che ella (Maryam) si asterrà dal parlare con qualsiasi essere umano.

Il significato giuridico del digiuno è adorare Allāh ottemperando al suo comando di astenersi da tutto ciò che costituisce una violazione del digiuno (come cibo, bevande, rapporti sessuali legali, ecc.) dall’alba fino al tramonto.

Regole relative al digiuno nel mese di Ramaḍān

Il digiuno di Ramaḍān è obbligatorio, come stabilito da prove testuali del Corano e della Sunnah, così come attraverso il consenso generale dei Musulmani.

Le prove dal Corano:

Versi 2:183-185

2:183 O voi che credete, vi è prescritto il digiuno come era stato prescritto a coloro che vi hanno preceduto. Forse diverrete timorati.  

2:184 [Digiunerete] per un determinato numero di giorni. Chi però è malato o è in viaggio, digiuni in seguito altrettanti giorni. Ma per coloro che [a stento] potrebbero sopportarlo, c’è un’espiazione: il nutrimento di un povero. E se qualcuno dà di più, è un bene per lui. Ma è meglio per voi digiunare, se lo sapeste!

2:185 É nel mese di Ramaḍān che abbiamo fatto scendere il Corano, guida per gli uomini e prova di retta direzione e distinzione. Chi di voi ne testimoni [l’inizio] digiuni. E chiunque è malato o in viaggio assolva [in seguito] altrettanti giorni. Allāh vi vuole facilitare e non procurarvi disagio, affinché completiate il numero dei giorni e proclamiate la grandezza di Allāh che vi ha guidato. Forse sarete riconoscenti!

Le prove dalla Sunnah:

Il Profeta (ṣallAllāhu ‘alayhi wa sallam) disse: “L’Islām si fonda su cinque [pilastri]: la testimonianza che non esiste nessun altro vero dio degno di essere adorato tranne Allāh e che Muḥammad è il Messaggero di Allāh, il compimento della ṣalāh (preghiera), il pagamento della zakāh (la carità obbligatoria), il digiuno di Ramaḍān e il pellegrinaggio alla Casa di Allāh.” [Al-Bukhārī e Muslim]

“Se la vedete (la luna crescente di Ramaḍān), allora digiunate.” [Al-Bukhārī e Muslim]

Le prove dal consenso generale dei Musulmani:

Vi è un consenso decisivo tra i Musulmani che il digiuno del mese di Ramaḍān è un culto obbligatorio la cui conoscenza deve essere inevitabilmente nota per stabilire l’appartenenza [di un individuo] all’Islām.

Chiunque neghi la sua obbligatorietà diventa un kāfir (miscredente) a meno che non viva in un luogo remoto in cui non conosca nulla a proposito delle regole dell’Islām, allora gli deve essere insegnato, e se poi persiste, dopo che gli siano state presentate le prove, allora commette kufr (miscredenza).

Chiunque abbandoni il digiuno a causa della pigrizia nonostante ne testimoni il suo obbligo è in grave pericolo giacché alcuni studiosi lo reputeranno come un kāfir apostata.

Tuttavia l’opinione prevalente è che costui non sia un kāfir apostata ma un fāsiq ribelle (peccatore) ed egli è davvero in grave pericolo.

Quando venne ordinato il digiuno di Ramaḍān?

Il comando riguardante il digiuno del mese di Ramaḍān venne rivelato nel secondo anno successivo alla hijrah [la migrazione del Profeta (ṣallAllāhu ‘alayhi wa sallam) dalla Mecca a Medina]. Così il Profeta (ṣallAllāhu ‘alayhi wa sallam) digiunò nove anni.

Il suo decreto avvenne in due fasi:

  1. Dando una prima scelta tra il digiuno e il fatto di nutrire i poveri e preferendo il digiuno al nutrire i poveri.
  2. Decretando il digiuno e revocando così la scelta. Il versetto 2:184 fu abrogato dal versetto 2:185 [vedi sopra].

[1]allallaahu ‘alayhi wasallam: che la pace e benedizioni di Allāh siano su di lui. La alāh e il salām di Allāh siano sul Suo Profeta Muḥammad. La alāh di Allāh sul Profeta Muḥammad è il Suo Elogio del Profeta davanti agli angeli che sono vicini – ma inferiori ad Allāh, l’Altissimo, che ascese sul Suo ‘Arsh (Trono), il quale è sopra i sette cieli in una maniera che è adatta a Sua Maestà. Gli angeli inoltre lodano il Profeta (ṣallAllāhu ‘alayhi wa sallam). Il salām di Allāh è la salvaguardia del Profeta (ṣallAllāhu ‘alayhi wa sallam) dai difetti e da ogni tipo di male, e la protezione del Messaggio che gli fu affidato. Quando il Musulmano dice ṣallAllāhu ‘alayhi wa sallam, invoca Allāh perché Egli conceda la Sua lode e protezione al Profeta Muḥammad e la tutela del Messaggio islamico che gli è stato rivelato. [Vedi Jalaa’ul Afhaam fee Fadlis-Salaati-wa-Salaam ‘alaa Muhammadin Khairil Anaam di Ibn Al-Qayyīm, Damasco, Siria: Daar Ibn Katheer, e Daar a-Turaath, Medina, Arabia Saudita 1408/1988, p.128].
[2] Rabb: Allāh è Ar-Rabb. Egli è Colui Che ha dato il potere alle cose di crescere, di spostarsi e di cambiare, al Quale appartiene la Creazione e il Comandamento, il Signore, Colui Che non ha eguali nella sua Sovranità, Superiorità e Altezza, Colui Che Provvede e Sostiene tutto ciò che esiste.
[3] Dīn: gli aspetti pratici e dottrinali del dīn sono più completi rispetto a quelli occidentali in fatto di religione. Il dīn dell’Islām è il modo di vita prescritto da Allāh.
[4] Il nome Ramaān è stato attribuito perché ha coinciso con un periodo dell’anno quando il sole riscaldava il terreno e le pietre con veemenza (noto come ar-ramḍā’).

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