Il Credo in Allāh

Il Credo in Allāh è basato su quattro punti:

Primo
Il Credo nell’Esistenza di Allāh

L’evidenza dell’esistenza di Allāh è stabilita da:

  1. Fiṭrah
  2. Ragionamento
  3. AshShar’a[1]
  4. Al-Ḥiss[2]

1. L’evidenza della Fiṭrah:

Ogni creatura è stata creata in stato di credo nel proprio Creatore che precede il pensiero e l’educazione. Nessuno può dissuadersi da ciò che è reso necessario da questa Fiṭrah (cioè il credo in Allāh), eccetto colui il cui cuore è stato sottomesso a ciò che lo distoglie dal proprio (percorso naturale di) Fiṭrah, come il Profeta spiegò quando disse:
“Ogni bambino nasce in stato di ‘Fiṭrah’, ma i suoi genitori lo rendono Ebreo o Cristiano[3]”. 

2. L’evidenza del Ragionamento:

Tutte le creature, presenti e passate, devono avere un Creatore che le ha portate all’esistenza, perché esse non possono né essersi create da sole, né possono essere venute all’esistenza per caso! Le creature non possono aver portato all’esistenza se stesse perché una cosa non crea se stessa, visto che prima della propria esistenza essa non era nulla. Dunque come potrebbe essere un Creatore? E non può portare se stessa all’esistenza per caso, perché l’avvenimento (novità, ecc.) deve aver bisogno di un creatore. Inoltre data la sua esistenza in un ordine così maestoso e in una coordinazione così omogenea e data la relazione coerente tra i mezzi e le loro cause e tra le creature stesse, è assolutamente impossibile che la propria esistenza sia casuale. (Infatti), ciò che (si crede) esista come risultato di coincidenza non segue un schema ordinato all’inizio della sua esistenza. Dunque come è potuta restare così ordinata durante il suo corso di sopravvivenza e sviluppo?

Dunque, se è impossibile che le creature abbiano portato se stesse all’esistenza e che siano venute ad esistere per caso, allora diventa evidente che debbano avere un Creatore, ed è Allāh, il Rabb (Signore) dei Mondi.

Allāh asserì la suddetta prova razionale e decisiva in Sura Aṭ-Ṭūr, dove dice:
Sono stati forse creati dal nulla oppure sono essi stessi i creatori? (Corano 52:35) che vuol dire che non furono né creati senza un Creatore, né furono creatori di se stessi. Diventa chiaro, perciò, che il loro Creatore è Allāh. Ecco perché quando Jubair bin Muṭ‘im sentì il Messaggero di Allāh recitare Sura Aṭ-Ṭūr, e quando arrivò ai versi:
Sono stati forse creati dal nulla oppure sono essi stessi i creatori? O hanno creato i cieli e la terra? In realtà non sono affatto convinti. Hanno preso di loro i tesori del tuo Rabb (Signore) o son loro i dominatori[4]?, Jubair, che era allora un Mushrik (politeista), commentò:
“Il mio cuore stava per volarsene (cioè quando sentii questo solido argomento)[5]”. In una separata narrazione, disse: “E quello fu il momento in cui l’Imān (fede) fu per la prima volta stabilito nel mio cuore[6]”.

Usiamo una parabola per chiarire l’argomento: Se qualcuno vi dicesse di un palazzo maestoso, circondato da giardini con fiumi che vi scorrono nel mezzo, fornito di letti e materassi, e decorato con ogni tipo di ornamento, essenziale e sontuoso, e poi vi dicesse: “Questo palazzo in tutta la sua perfezione si è stabilito da solo, o che è venuto ad esistere per caso, senza un fondatore!” Immediatamente neghereste e rigettereste il suo discorso, e considerereste ciò che dice ridicolo. (Con questo in mente), è perciò possibile che questo universo con la sua vasta terra, cieli, pianeti, condizioni, ordine meraviglioso e splendido, possa aver portato se stesso all’esistenza? O che venne ad esistere senza un Creatore?

3. L’evidenza dell’esistenza di Allāh (AshShar’a[7]):

AshShar’a è evidenza dell’esistenza di Allāh perché tutte le Scritture rivelate lo affermano. Le Leggi che si occupano del benessere della creazione e che sono fornite da queste Scritture, costituiscono evidenza che esse provenivano dal Saggissimo Rabb (Signore) che conosce il benessere e gli interessi della Sua Creazione. L’informazione sull’universo pervenutaci dalle Scritture e la cui manifestazione testimonia per la loro veridicità, è prova che esse provenivano dall'(Unico) Rabb (Signore) che è Capace di portare all’esistenza qualunque cosa di cui Egli abbia fatto menzione.

4. L’evidenza “fisica” dell’esistenza di Allāh (Al-Ḥiss):

L’evidenza “fisica” dell’esistenza di Allāh è composta da due aspetti:

a) Uno di essi è che noi sentiamo e siamo testimoni della risposta (di Allāh) alla chiamata di coloro che supplicano e coloro che sono afflitti e addolorati. Questo costituisce un’evidenza inequivocabile dell’esistenza di Allāh. Egli dice: 

E quando in precedenza Nuḥ (Noé) implorò, Noi gli rispondemmo e lo salvammo dal terribile cataclisma, insieme con la sua famiglia.
(Corano 21:76)

Egli dice anche:  “Una volta al tempo del Profeta la popolazione fu colpita dalla siccità. Mentre il Profeta stava pronunciando la Khutbah (discorso religioso) di venerdì, un Beduino si alzò e disse: ‘O Messaggero di Allāh! I nostri possedimenti sono stati distrutti e i bambini sono affamati; per favore invoca Allāh (per la pioggia)”. Così il Profeta levò le mani (invocò Allāh per la pioggia). In quel momento non c’era traccia di nuvole nel cielo. Per Colui, nelle Cui Mani è la mia anima, le nuvole si radunarono come montagne, e prima che arrivò giù dal pulpito, vidi la pioggia cadere sulla sua barba. Piovve quel giorno, il giorno seguente, il terzo giorno, il quarto giorno fino al venerdì seguente. Lo stesso beduino o un altro uomo si alzò e disse: ‘O Messaggero di Allāh! Le case sono crollate, i nostri possedimenti e il bestiame sono affogati; per favore invoca Allāh per noi (per fermare la pioggia)’. Così il Profeta levò entrambe le mani e disse: ‘O Allāh! Vicino a noi e non su di noi’. Così, in qualunque direzione egli puntò con le sue mani, le nuvole si dispersero e se ne andarono[8]…”

Rispondere alle invocazioni dei supplicanti che sinceramente fanno ricorso ad Allāh (soltanto) e soddisfano le condizioni desiderate per Ijābah[9] è una questione di cui si ha ancora testimonianza oggigiorno.

In Ṣaḥīḥ Al-Bukhāri, è riportato che Anas bin Mālik disse che:
E [ricordate] quando imploraste il soccorso del vostro Signore! Vi rispose: “Vi aiuterò con un migliaio di angeli a ondate successive”.
(Corano 8:9) 

b) Il secondo aspetto è che i Segni dei Profeti, che sono chiamati Mu’jizāt (miracoli) e che la gente vede o ne sente parlare, costituiscono un’evidenza irrevocabile dell’esistenza dell’Unico che li abbia inviati: cioè Allāh. Di sicuro queste questioni (Mu’jizāt) sono al di sopra delle capacità umane e Allāh le manifesta per aiutare e sostenere i Suoi Messaggeri. Per esempio, il Segno dato a Mūsā (Mosè) quando Allāh gli ordinò di colpire il mare col suo bastone. Egli lo colpì e il mare si divise in dodici vie asciutte separate da acqua che divenne come enormi montagne. Allāh dice:
Rivelammo a Mosè: “Colpisci il mare con il tuo bastone”. Subito si aprì e ogni parte [dell’acqua] fu come una montagna enorme.
(Corano 26:63)

Un altro esempio è il Segno dato a ‘Īsā (Gesù) attraverso il quale egli era capace di riportare in vita i morti e risuscitare i morti dalle tombe col Consenso di Allāh. Allāh parlò di lui, dicendo:
E per volontà di Allāh, guarisco il cieco nato e il lebbroso, e resuscito il morto. (Corano 3:49)
E col Mio permesso risuscitasti il morto. (Corano 5:110)

Un terzo esempio è che Muḥammad, quando la tribù dei Quraysh gli chiese di mostrar loro un Segno (un miracolo come prova della sua Profezia)[10]. Indicò la luna e (guarda!) si divise in pezzi e la gente lo vide. Riguardo a questo (Segno) Allāh disse:
L’Ora si avvicina e la luna si spacca. Se vedono un Segno, si sottraggono e dicono: “È una magia continua!” (Corano 54:1-2)

Tutti questi segni fisici (miracoli) che Allāh mette in atto per aiutare e sostenere i Suoi Messaggeri costituiscono una prova irrevocabile della Sua Esistenza.


[1] Testi rivelati del Corano e della Sunnah.
[2] Lit: percezione, sensazione, sensoriale. Riguardo all’evidenza circa l’esistenza di Allāh, Al-Ḥiss significa, ciò che è percepibile attraverso i sensi.
[3] Trattato dall’Imām Al-Bukhāri nel suo Ṣaḥīḥ, vol.8, pp.389-90, ḥadīth # 597.
[4] Corano 52:35-37.
[5] Ṣaḥīḥ Al-Bukhāri, vol. 6, pp. 356-358, ḥadīth # 377.
[6] Ṣaḥīḥ Al-Bukhāri, vol. 5, p. 236, ḥadīth # 358.
[7] AshShar’a: Testi e Legislazioni Islamici nel Corano e nella Sunnah. [ndt]
[8] Ṣaḥīḥ Al-Bukhāri, vol. 2, ḥadīth # 55.
[9] Ijābah: Rispondere alla du’ā’ (supplica) del supplicante da parte di Allāh. [ndt]
[10] Narrò Anas: “La gente di Makkah chiese al Profeta di mostrar loro un Segno (miracolo). Cosi egli mostrò loro (il miracolo) della scissione della luna”. Ṣaḥīḥ Al-Bukhāri, vol. 6, ḥadīth # 390. [ndt]

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